Trivel Group S.r.l.

Trivellazione pali


Il foro che verrà occupato dal palo viene realizzato con asportazione di terreno. Se il tipo di terreno nel quale viene eseguita la perforazione non è in grado di auto-sostenersi, man mano che viene eseguito il foro viene infissa anche una tubazione (“camicia”) che ha lo scopo di sostenere il terreno circostante. 

I motivi per cui si ricorre all’impiego dei pali trivellati possono essere molteplici, tra cui:

– scadenti caratteristiche meccaniche del terreno con conseguente impossibilità di realizzazione di fondazioni superficiali;

– cedimenti;

– trasferimento dei carichi a profondità non interessate da fenomeni 

di erosione;

– necessità di assorbire dei carichi orizzontali;

– realizzazione di opere al largo delle coste;

– fondazioni per pile di viadotti;

– rinforzo di strutture esistenti mediante sottofondazione;

– paratie realizzate con pali accostati.


Tecnologia di perforo

Rotazione: si utilizza per lo scavo una trivelle a spirale o bucket, realizzato normalmente senza l’ausilio del rivestimento metallico oppure con un parziale rivestimento del foro (camicia) con o senza circolazione di fango bentonitico.
I più frequenti diametri dei pali trivellati di grande diametro variano tra gli 600 mm. e i 1.500 mm., con profondità variabili, usualmente fino a un massimo di 20-25 metri. 
Per eseguire tutte le fasi di realizzazione di un palo trivellato sono necessarie attrezzature per lo scavo, per la preparazione del fango bentonitico e attrezzature di supporto. Sono utilizzati gru per il sollevamento e la manovra degli utensili di scavo, Tariere-Bucket per scavi a rotazione in terreni poco competenti, utensili carotieri a punte diamantate o widia in litologie competenti es: calcari, dolomie ecc.
Per quanto riguarda gli impianti per la preparazione del fango bentonitico occorrono un impianto di preparazione e miscelazione del fango bentonitico, vasche per lo stoccaggio e la maturazione del fango di bentonite, pompe ed agitatori per la fluidificazione del fango, un dissabbiatore per la depurazione del fango proveniente dallo scavo (in quanto ricco di detriti asportati dallo scavo), pompe per la circolazione del fango fra le varie componenti dell’impianto e fra l’impianto e gli scavi.
Generalmente le fasi in cui è articolata questa particolare lavorazione sono le seguenti:
– preparazione del piano di lavoro;
– posizionamento della trivella; 
– inizio dello scavo del palo; 
– per pali con scavo a secco: posizionamento dell’avanpalo;
– per pali con scavo a fango: posizionamento dell’avanpalo ed inizio pompaggio nello scavo del fango bentonitico, proveniente dall’apposito impianto, per il sostegno dello scavo;
– esecuzione dello scavo fino a raggiungere la profondità di progetto;
– immissione delle gabbie d’armatura con l’ausilio dell’escavatore o della gru di servizio;
– giunzione progressiva degli spezzoni delle gabbie posizionando lo spezzone successivo ed accoppiando i ferri mediante legatura o saldatura morsettatura;
– immissione del tubo getto da parte dell’escavatore o della gru di servizio e posizionamento dello stesso a circa 30 cm dal fondo dello scavo;
– getto del calcestruzzo attraverso il tubo-getto con autobetoniere; per pali con scavo a fango, contemporaneo recupero del fango bentonitico mediante aspirazione dallo scavo e ripompaggio nelle apposite vasche.
Per i soli pali con scavo a fango sono inoltre necessarie procedure di dissabbiamento dei fanghi bentonitici recuperati dallo scavo, mediante passaggio attraverso una serie di setacci vibranti ed idrocicloni e conseguente separazione dei fanghi dai detriti e dalla sabbia e rimessa in circolo dei fanghi “depurati”.

Effettuiamo micropali e pali anche all’interno dei fabbricati

Micropali con tale denominazione vengono identificati pali trivellati di piccolo diametro (Ø<350 mm) con tubi metallici o gabbie a secondo delle caratteristiche progettuali.
La tipologia di scavo può avvenire in diversi modi:
• Perforazione ad elica continua, utilizzata esclusivamente in litologie poco competenti e che non richiedano la perforazione in roccia;
• Perforazione a distruzione con punte triconiche e immissione di aria compressa per favorire la fuoriuscita in superficie del materiale perforato;
• Perforazione con coordinata immissione di camicie per evitare il franamento delle pareti del foro, o se il fenomeno persiste, si utilizzano fanghi bentonitici a circolazione continua, tipologia utilizzata in litologie sciolte.
Durante la perforazione è necessario adottare particolare attenzione per evitare il franamento del foro, la contaminazione delle armature, l’interruzione e/o l’inglobamento di terreno nella guaina cementizia che solidarizza l’armatura al terreno circostante. Le perforazioni dovranno quindi essere eseguite con rivestimento, ed i detriti allontanati mediante opportuni fluidi di perforazione. 
Solitamente si utilizza:
• Acqua;
• Fanghi bentonitici;
• Schiuma;
• Aria (nel caso di perforazione a rotopercussione con martello a fondo foro). 
L’armatura metallica può essere costituita da:
• Tubo senza saldature, eventualmente dotato di valvole di non ritorno;
• Da un profilato metallico della serie UNI a doppio piano di simmetria;
• Da una gabbia di armature costituita da ferri longitudinali correnti del tipo ad aderenza migliorata, e da una staffatura esterna costituita da anelli o spirali continue in tondo ad aderenza migliorata o liscio.

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